Ragionare coi piedi è un modo per dire ragionare senza logica, senza coerenza.
Perchè questo collegamento?
In effetti nei piedi non entra tanto la razionalità...per camminare non dobbiamo prima pensarci, idem per stare ritti in piedi.
I piedi sono un fatto istintivo legato all'interiorità, come l'elemento acqua; ci nutrono come fa la terra; ci portano verso crescita e creatività come l'elemento legno.
Niente logica ma ragionamento per associazioni e metafore.
I piedi sono poetici.
Usare i piedi stimola e fa emergere l'interiorità, rende consapevoli.
Spesso nel massaggio del piede chi riceve è rilassato profondamente, in uno stato onirico lucido.
Al termine del massaggio automaticamente la mente torna al presente in assoluto relax.
Si prendono le distanze dai problemi e al rientro nella realtà si riesce a dare il giusto peso ad ogni cosa.
Ma non si tratta solo di questo.
Ragionare coi piedi implica azione.
Come nella meditazione camminata ci si libera di pensieri ricorrenti e ossessivi. E di nuovo si torna alla realtà con una visione più lucida e distaccata.
Nel Cratilo Platone scrive che Eraclito diceva che tutto si muove e nulla sta fermo. Nell'antica Cina era il TAO che governava in modo inconoscibile il fluire dell'energia.
Tutto scorre.
I nostri piedi ci supportano mentre avanziamo verso nuove esperienze, verso il cambiamento e dovremmo ricordarlo quando stress, sofferenze o altro ci affliggono. Non possiamo fare la stessa esperienza due volte perchè siamo soggetti al mutamento, all'impermanenza. Perciò godiamo del presente se piacevole e affrontiamo i momenti brutti perchè non persisteranno.
giovedì 26 luglio 2018
martedì 17 luglio 2018
Piante
Nel nostro giardino c'è una pianta che non riuscivamo a identificare poi grazie ai temporali la rivelazione: un frassino.
È una bella pianta.
Pianta deriva dal latino planta che fa riferimento, come in italiano, sia al mondo vegetale che umano.
Ho trovato in un dizionario che la base del tronco viene da alcuni definito piede dell'albero.
Interessante.
Dal piede viene la conoscenza, Odino appeso a testa in giù guardava le radici di Yggdrasil e l'uomo ha sviluppato la propria intelligenza alzando lo sguardo quando conquistò la posizione eretta.
Ma come le radici non sono un sistema isolato dal resto dell'albero altrettanto i piedi non possono essere considerati semplicemente appoggio ed articolazione.
Se siamo ben piantati possiamo resistere alle avversità, possiamo piantare radici e trovare la pace interiore.
Quanti modi di dire!
E rispecchiano una realtà.
Un appoggio sull'avampiede sbilancia in avanti, si va di corsa, sguardo basso, non si vive il presente. Viceversa un appoggio sul tallone ci "tira indietro", ci rallenta mentre lo sguardo va oltre l'orizzonte in una lotta continua tra paura di buttarsi e sogno.
La riflessologia plantare conosciuta di più in occidente è la Fitzgerald, così identificata dal nome del medico che per primo apprese dalla comunità cinese americana questa pratica del benessere.
Era un approccio parziale perché l tavole con le indicazioni per il massaggio sono tante quanto è grande la Cina e lui ne conobbe solo una.
Tante tradizioni, tanta conoscenza trasmessa, che ci insegnano che prevenire è meglio che curare.
Massaggiare i piedi riattiva la circolazione negli arti inferiori, mobilizza parti del piede indebolite o irrigidite dall'uso di scarpe non sempre adatte e soprattutto, come nel caso delle radici, comunica con il resto del corpo.
venerdì 13 luglio 2018
Una via da seguire
Vi è mai capitato di passeggiare e ritrovarvi assorti nei vostri pensieri, persi?
A me spesso.
Mentre cammino subentra uno stato di astrazione dalla realtà immediata eppure sono ben presente, avanzo, non inciampo, incedo tra le piante con sicurezza.
Sappiate che quando siete in questa condizione di astrazione presente, beh, state praticando la meditazione camminata.
Lo so, state pensando: eccone un'altra. Seduti! Si medita da seduti!
Sbagliato! L'efficacia è la misura della verità. Meditare camminando non solo è possibile ma è una straordinaria pratica del benessere.
È ideale per chi come me non riesce a stare ferma per lungo tempo.
La meditazione induce uno stato di benessere interiore mentre camminare favorisce la circolazione, stimola il metabolismo.
I benefici, così, si prolungano nel tempo.
Camminare è un'azione semplice, fluida e cadenzata che ci fa accedere al nostro spazio interiore ma è anche simbolica, rassicurante, significa che abbiamo una via da seguire.
Persi ma non abbandonati a noi stessi.
Se volete approfondire l'argomento:
Kin Hin, meditare camminando, Marc Lestal
A me spesso.
Mentre cammino subentra uno stato di astrazione dalla realtà immediata eppure sono ben presente, avanzo, non inciampo, incedo tra le piante con sicurezza.
Sappiate che quando siete in questa condizione di astrazione presente, beh, state praticando la meditazione camminata.
Lo so, state pensando: eccone un'altra. Seduti! Si medita da seduti!
Sbagliato! L'efficacia è la misura della verità. Meditare camminando non solo è possibile ma è una straordinaria pratica del benessere.
È ideale per chi come me non riesce a stare ferma per lungo tempo.
La meditazione induce uno stato di benessere interiore mentre camminare favorisce la circolazione, stimola il metabolismo.
I benefici, così, si prolungano nel tempo.
Camminare è un'azione semplice, fluida e cadenzata che ci fa accedere al nostro spazio interiore ma è anche simbolica, rassicurante, significa che abbiamo una via da seguire.
Persi ma non abbandonati a noi stessi.
Se volete approfondire l'argomento:
Kin Hin, meditare camminando, Marc Lestal
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