Nel nostro giardino c'è una pianta che non riuscivamo a identificare poi grazie ai temporali la rivelazione: un frassino.
È una bella pianta.
Pianta deriva dal latino planta che fa riferimento, come in italiano, sia al mondo vegetale che umano.
Ho trovato in un dizionario che la base del tronco viene da alcuni definito piede dell'albero.
Interessante.
Dal piede viene la conoscenza, Odino appeso a testa in giù guardava le radici di Yggdrasil e l'uomo ha sviluppato la propria intelligenza alzando lo sguardo quando conquistò la posizione eretta.
Ma come le radici non sono un sistema isolato dal resto dell'albero altrettanto i piedi non possono essere considerati semplicemente appoggio ed articolazione.
Se siamo ben piantati possiamo resistere alle avversità, possiamo piantare radici e trovare la pace interiore.
Quanti modi di dire!
E rispecchiano una realtà.
Un appoggio sull'avampiede sbilancia in avanti, si va di corsa, sguardo basso, non si vive il presente. Viceversa un appoggio sul tallone ci "tira indietro", ci rallenta mentre lo sguardo va oltre l'orizzonte in una lotta continua tra paura di buttarsi e sogno.
La riflessologia plantare conosciuta di più in occidente è la Fitzgerald, così identificata dal nome del medico che per primo apprese dalla comunità cinese americana questa pratica del benessere.
Era un approccio parziale perché l tavole con le indicazioni per il massaggio sono tante quanto è grande la Cina e lui ne conobbe solo una.
Tante tradizioni, tanta conoscenza trasmessa, che ci insegnano che prevenire è meglio che curare.
Massaggiare i piedi riattiva la circolazione negli arti inferiori, mobilizza parti del piede indebolite o irrigidite dall'uso di scarpe non sempre adatte e soprattutto, come nel caso delle radici, comunica con il resto del corpo.
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